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Se questo è un uomo. (P. Levi) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 18 Gennaio 2010 16:21

Nel corso della puntata di "Perfidia" di qualche giorno fa Emiliano Morrone ha letto "Da Castel Volturno a Rosarno, il vento indignato di mamma Africa". Il testo di Biagio Simonetta ha suscitato più di qualche polemica. Su tutte, quella di Pasqualino Scaramuzzino che non ha esitato a definire lo scritto "un ragionamento razzista". Ecco il video...

 

Di seguito il testo letto da Emiliano Morrone durante "Perfidia" che secondo Scaramuzzino... è un ragionamento RAZZISTA...

 

Sono disposti a tutto. Lavorano anche sedici ore al giorno, perdendosi nelle ombre degli agrumeti, dove gli alberi sembrano non finire mai. Nella Piana di Rosarno (Rc), la terra delle famiglie Pesce-Bellocco, gli africani non si contano più. Sono oltre mille quelli regolari. Ma nei capannoni in disuso alle porte di San Ferdinando (Rc) ne alloggiano almeno tre volte tanto, in condizioni che di umano non hanno niente.


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Da Castel Volturno a Rosarno: il vento indignato di mamma Africa PDF Stampa E-mail
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Scritto da Biagio Simonetta   
Venerdì 08 Gennaio 2010 22:33

Sono disposti a tutto. Lavorano anche sedici ore al giorno, perdendosi nelle ombre degli agrumeti, dove gli alberi sembrano non finire mai. Nella Piana di Rosarno (Rc), la terra delle famiglie Pesce-Bellocco, gli africani non si contano più. Sono oltre mille quelli regolari. Ma nei capannoni in disuso alle porte di San Ferdinando (Rc) ne alloggiano almeno tre volte tanto, in condizioni che di umano non hanno niente.

Marocchini, ivoriani, ghanesi, sudanesi, maliani. Operai agricoli da 20-25 euro al giorno. E’ ancora buio quando affollano le piazze, in attesa che passi il furgone buono che li porta nelle campagne. Raccolgono agrumi. Dall’alba fino a sera. Poi tornano nelle baracche. Mangiano arance per giorni, finché i succhi gastrici lo consentono. Non chiedono altro che la loro paga dannata. Schiavi anonimi. Dall’aspetto simile, per noi.

Oggi che i neri della Piana stanno assediando Rosarno, l’Italia s’è accorta di loro. Perché è necessaria una guerriglia urbana per diventare visibili, in una regione dove tutto sparisce. Erano già scesi in piazza a metà dello scorso dicembre, marciando verso il centro di Rosarno dopo che due di loro erano stati feriti a colpi di pistola. Adesso, per un episodio molto simile, stanno mettendo in strada tutta la loro rabbia.


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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Gennaio 2010 16:20
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Il Tirreno e le navi radioattive. Ecco come la 'ndrangheta ha ucciso la mia terra PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Mercoledì 23 Settembre 2009 08:13

di Biagio Simonetta

Il mare di notte mi ha sempre fatto paura. Non sono mai riuscito a godermi l’ultimo bagno dell’estate, dopo i falò. Sorridevo e mi agitavo. Scalciavo nell’acqua contro chissà quale misterioso essere. Eppure stanotte il Tirreno ha qualcosa di magico. L’onda che si ritira e trascina i sassi pare un tenero abbraccio di donna. Una carezza.
Eccolo il mare dei veleni. L’ultimo cadavere steso dalla ‘ndrangheta. Vittima inconsapevole dei clan, incapace di difendersi, nonostante la sua forza, le sue correnti. Navi a perdere, fusti radioattivi, fanghi tossici, danaro. Business.
A Cetraro ci venivo in treno negli anni ’90. C’era Luisa, una ragazzina di Napoli con due occhi blu che ricordo ancora. Ogni estate lasciava il Vomero per passare le vacanze in Calabria. La sua famiglia fittava sempre la stessa casa. Quasi due mesi di villeggiatura: “Perché avete un mare meraviglioso. Veramente meraviglioso” mi ripeteva spesso, con quell’accento partenopeo che la rendeva buffa e saggia. Passavamo pomeriggi in spiaggia, rubando attimi d’intimità nascosti da una vecchio peschereccio abbandonato.


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Settembre 2009 08:21
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Crotone: un giorno a Lampanaro, la periferia scaricata PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Sabato 12 Settembre 2009 14:25

CROTONE - Un berretto della Juventus gli nasconde i danni della chemio. Il carrello s’è incastrato. Non ne vuole sapere di entrare nelle guide. Luigino ci mette tutta la forza che ha dentro. Guarda, poi sorride. Ha otto anni.

Un sabato senza scuola, per seguire mamma. Il centro commerciale, la spesa. Le caramelle aperte in fretta che sbucano dalla tasca della tuta.

Papà è al lavoro. In mare. Stava a “Pertusola Sud” prima del fallimento. Prima dello scandalo.

«Si è ammalato tre anni fa. Carcinoma polmonare. Siamo in cura a Bologna, al Sant’Orsola. Ce la farà?». E’ quasi un lamento quello della madre del piccolo. Occhi neri, sulla quarantina. Ha i colori di questa terra.


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Ultimo aggiornamento Sabato 12 Settembre 2009 14:30
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'Ndrangheta: viaggio nelle terre radioattive PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Sabato 05 Settembre 2009 09:20

di BIAGIO SIMONETTA

AIELLO CALABRO (COSENZA) - Avvelenare le terre è un business. Ci guadagnano i clan, le grandi industrie del Nord est, le imprese. Un giro di danaro difficile da quantificare. «Non basta una finanziaria per spiegare i soldi che ci sono dietro questi traffici. Un traffico che è più remunerativo anche della droga» ha svelato ad ottobre un ex boss della ’ndrangheta.

Miliardi di euro che puzzano di morte. Nei luoghi sporcati ci si ammala di cancro con frequenze allarmanti, dicono le statistiche. I colossi industriali smaltiscono radioattività attraverso i camion della Santa, la ’ndrangheta. Il costo di mercato per smaltire legalmente i rifiuti tossici va dai 21 ai 62 centesimi al chilo.
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Ultimo aggiornamento Sabato 12 Settembre 2009 15:03
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